Spalletti vivrà la sua ultima giornata da commissario tecnico della Nazionale e da domani si volterà pagina. Ma chi sarà il sostituto? Sono tantissimi gli allenatori che farebbero carte false per sedersi sulla panchina azzurra e pochissimi quelli in possesso delle qualità, umane e tecniche, per reggere tale fardello. Lo dice il recente passato dell’Italia, con un solo, seppure straordinario, raggio di sole, rappresentato dal successo agli Europei del 2021, con Roberto Mancini al timone, in mezzo a una serie di fallimenti, tra le due mancate qualificazioni ai Mondiali - quella del 2018 con Gian Piero Ventura al timone e quella del 2022 ancora con Mancini in panchina - e il pessimo Europeo della scorsa estate, confezionato proprio da Spalletti.
Il tempismo dell’esonero, tra l’altro, non è certamente dei migliori, dato che a giugno gli allenatori più blasonati sono già occupati. Sarebbe stato suggestivo, per esempio, ripartire da tecnici del calibro di Carlo Ancelotti, Massimiliano Allegri o Simone Inzaghi, tutti protagonisti di trasferimenti al termine della stagione appena conclusa. Peccato che Ancelotti si sia già accasato in Brasile, per guidare la Seleçao, Allegri abbia scelto di tornare al Milan, mentre Inzaghi si sia fatto sedurre dai soldi dell’Arabia Saudita, cedendo alla corte dell’Al Hilal.












