In Serbia c'è attesa per l'esito delle amministrative in corso oggi nelle cittadine di Zajecar (est) e Kosjeric (ovest), la prima tornata elettorale dall'inizio del movimento di protesta antigovernativa degli studenti lo scorso novembre, alla quale in tanti guardano come un primo test, seppur molto parziale e limitato, dell'impatto di tale contestazione sociale sulla tenuta del partito di maggioranza Sns.
La consultazione riguarda complessivamente circa 56 mila elettori (47 mila a Zajecar e quasi 9 mila a Kosjeric), e l'affluenza nel pomeriggio era data sostenuta.
Sia il presidente Aleksandar Vucic che il leader dell'Sns (Partito del progresso serbo, conservatore) Milos Vucevic si sono detti alla vigilia convinti di un nuovo successo nelle urne, mentre le opposizioni, che danno appoggio agli studenti, si aspettano anch'esse un risultato positivo. Le operazioni di voto - in programma dalle 7 alle 20 - si sono svolte finora in modo sostanzialmente regolare, con qualche denuncia di irregolarità procedurali in qualche seggio. Nata per chiedere giustizia e come reazione alla morte di 16 persone nel crollo alla stazione di Novi Sad (nord) il primo novembre scorso - incidente attribuito alla corruzione dilagante, all'incuria e agli scarsi controlli - la protesta degli studenti ha assunto via via connotati prettamente politici con accuse alla dirigenza di scarsa democrazia e controllo sui media, e con la richiesta di elezioni anticipate.








