Tracce biologiche ormai inutilizzabili, delle quali rimangono solo le vecchie perizie, reperti distrutti e altri, mai analizzati, nonostante l’istanza della famiglia di Chiara Poggi, e riconsegnati ai familiari della 26enne uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007. Per capire cosa rimane e cosa non c’è più bisogna aspettare il 12 giugno, quando saranno consegnati i reperti custoditi nel Dipartimento di medicina legale di Pavia e presso i carabinieri a Milano. Un’operazione preliminare per l’inizio della nuova udienza per l’incidente probatorio, nel nuovo fascicolo per l’omicidio, che vede ora indagato Andrea Sempio, nonostante la condanna definitiva a 16 anni per Alberto Stasi.

A quel punto i periti del gip dovranno avviare la comparazione tra tutte le tracce genetiche estrapolate, al papà e al fratello di Chiara, ma anche a Stasi e Sempio e per «accertarne l’eventuale corrispondenza o compatibilità con il profilo genetico», e di tutte le persone alle quali sono stati allargati i prelievi di Dna: dalle gemelle Cappa a Marco Panzarasa, Roberto Freddi, Mattia Capra e Alessandro Biasibetti, amici di Marco Poggi, fino al medico legale dell’epoca, a tre investigatori della prima inchiesta, che entrarono nella villetta di via Pascoli, teatro del delitto, e a i soccorritori che arrivarono dopo l’allarme. I soggetti non indagati potrebbero rifiutare i prelievi e a quel punto il giudice potrebbe disporre il prelievo coattivo di campioni salivari.