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8 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 8:59

L’8 e 9 giugno si vota per i cinque quesiti referendari. I primi quattro sono stati promossi dalla Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) attraverso un’importante campagna di mobilitazione nazionale, che ha consegnato alla Corte di Cassazione oltre quattro milioni di firme. Merito di un lungo percorso di partecipazione, iniziato con la “Via Maestra” e culminato in questo referendum.

Ai quattro quesiti sul lavoro ne è stato affiancato uno sulla cittadinanza, che si propone di riportare da 10 a cinque gli anni di residenza necessari alle persone provenienti da Paesi extra Ue per effettuare la domanda di cittadinanza. Anche quest’ultimo quesito è strettamente connesso al tema del lavoro: prima di ottenere la cittadinanza le persone migranti sono sottoposte a un ricatto estremo che le rende le più precarie tra i precari, relegandole nell’impossibilità di far valere i propri diritti; infatti, se perdono il lavoro rischiano di perdere il permesso di soggiorno.