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3 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:35

Usiamo i referendum dell’8 e 9 giugno per dare un colpo alle mafie e a chi ci vuole convivere: il Sì ai cinque quesiti è quanto di concreto ciascuno di noi può fare per non stare a guardare la “chiazza d’olio” che si allarga nel mare dell’economia italiana.

La “chiazza” l’ha descritta bene la Direzione Investigativa Antimafia nella sua ultima relazione al Parlamento ed è fatta dalla pervasiva presenza delle mafie, che da anni ormai preferiscono celare il più possibile la componente violenta della loro natura, puntando tutto sulla capacità di fare affari, riciclando l’enorme quantità di denaro che arriva ancora prevalentemente dal narcotraffico internazionale, approfittando scientemente delle nuove tecnologie, scommettendo sull’avidità quando non sulla sofferenza di professionisti spregiudicati e di imprenditori affannati dalla competizione, il tutto condito dalla atavica propensione ad interferire con le pubbliche deliberazioni. Il ciclo del contratto pubblico resta per l’appunto la grande giostra da cavalcare per trarne profitti e relazioni qualificate, cioè potere.