Tanto è il piglio violento dei giovanissimi che, ormai, pure tra investigatori, magistrati e avvocati, si è costretti a riflessioni obbligatoriamente surreali: «Non giustifico ma posso arrivare a capire chi vive in una disastrata periferia e ha una situazione famigliare ancor più tragica, ma in questi casi, ti chiedi davvero, per quale motivo?» Qui, sarebbe all’interrogatorio di garanzia davanti al giudice del tribunale per i minorenni Maria Grazia Devietti Goggia, dei quattro adolescenti arrestati qualche giorno fa dai carabinieri, in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare, per l’aggressione avvenuta il 21 marzo scorso a un diciassettenne, sul treno Torino-Bardonecchia. Tra silenzi e risposte tragicomiche: «Lei come va a scuola?», «Mi accompagna mia mamma».
La baby-gang dei ragazzi bene tra ansiolitici, canne e noia: «Il ragazzo picchiato sul treno Torino-Bardonecchia? Volevamo le sue scarpe da 500 euro»
Dal giudice i 4 arrestati, casa in collina e scuola deluxe






