Auburn Hills, Michigan, giugno 2025. Cento anni fa, quando Walter P. Chrysler fondava la sua azienda, l’automobile era ancora un sogno di pochi, un oggetto di lusso o di avventura, non certo il prolungamento naturale delle gambe di un’intera civiltà. Oggi, in un mondo che corre su strade digitali e motori elettrici, Chrysler festeggia il suo secolo di vita con una festa che sa di fabbrica, di sudore, di metallo lucidato a mano. Una specie di ode a chi, con le mani e con la testa, ha costruito un pezzo di America.

Un raduno di 1500 dipendenti

Così sotto un cielo che sembrava dipinto per l’occasione, oltre 1.500 dipendenti si sono radunati nel campus del Chrysler Technology Center, ad Auburn Hills. Una foto di gruppo, di quelle che si fanno nelle scuole o nelle famiglie numerose, con tutti stretti, spalla contro spalla, a sorridere. C’era chi indossava la maglietta commemorativa, chi stringeva un cupcake di compleanno come fosse un trofeo.

E c’era, soprattutto, la replica di una cassetta degli attrezzi, quella di Walter P. Chrysler, il fondatore. Più di sessanta utensili, un tempo esposti in cima al Chrysler Building di New York, come un totem di precisione e fatica. Dentro quella replica, non solo bulloni e chiavi inglesi, ma un piccolo museo viaggiante: loghi d’epoca, bozzetti di veicoli, brochure ingiallite, e una lettera di Chris Feuell, l’attuale CEO, indirizzata ai futuri dipendenti e clienti. Un ponte tra il passato e ciò che verrà.