Eccole, le venti donne che hanno riportato in auge la tradizione agricola e artigianale della raccolta dell’Ampelodesmos mauritanicus, la pianta che spunta sempre copiosa nelle vicinanze dei torrenti e dei fiumi a breve distanza dalla costa tirrenica della Basilicata. Fanno parte dell’associazione Liberi Libri e oggi sono in azione proprio a ridosso di Marina di Maratea, il borgo balneare più nascosto e sorprendente dell’unica località lucana affacciata sulla sponda di questo mare oltre che benedetta dalla statua del Cristo che veglia lassù sulla collina. Angelina Tortorella e Rosa Brando non soltanto raccolgono i filamenti sottili e resistenti di questa pianta erbacea che nell’antica Grecia veniva impiegata per legare le viti in virtù delle sue foglie tenaci, ma hanno coinvolto persone migrate in Italia da mari lontani o che versano in situazioni di difficoltà nella fase di creazione di monili, sottopiatti, cestini, piccoli tappeti, ciondoli dalla vendita dei quali ricavano quanto serve loro per portare avanti questa tradizione interrottasi negli anni ’70 e dare vita a varie iniziative solidali.