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Il ristorante in cima all’hotel Hassler vanta probabilmente la vista più bella d’Italia. Ma lo chef Andrea Antonini non si accontenta della cartolina ma continua a lavorare su un’idea di cucina sempre più stagionale e minimale. Il suo ultimo menu, ERROR13, ha come simbolo la falena, simbolo di trasformazione. Ed è suddiviso in quattro atti ciascuno composto da una successione di meraviglie

Elenco delle cose che mi piacciono di Andrea Antonini, lo chef di Imàgo a Roma. Numero uno: il fatto che pur trovandosi in uno dei ristoranti più felici e fortunati d’Italia, in cima all’hotel Hassler e con una vista che da sola varrebbe il prezzo del biglietto, e che quindi garantirebbe un sold out ogni sera anche solo con un buono spaghetto alle vongole, non smette di lavorare, di cercare di migliorarsi, di andare a caccia della sua piena maturazione (parliamo di uno chef classe 1991).

Numero due: il fatto che sia romano, e quindi profeta in patria in una città dove a guidare le cucine dei ristoranti stellati di romani di nascita non ce ne siano poi tanti (a occhio quattro o cinque su 21) e che malgrado ciò di folclore locale nella sua proposta ce n’è sempre meno, anzi direi che è proprio scomparsa.