GERUSALEMME – Per la seconda volta in due giorni, i centri di distribuzione della controversa Gaza Humanitarian Foundation non forniscono cibo ai due milioni di gazawi. «Questa interruzione dipende dall’eccessivo affollamento», fa sapere la fondazione americana, dopo che per qualche ora ieri i due siti di Rafah avevano ripreso a funzionare consegnando 8.160 scatoloni. Dopo 110 morti (dato delle autorità palestinesi) lungo le vie di accesso e diversi stop, diventa sempre più evidente che il sistema militarizzato ideato da Israele e messo in pratica dai contractor statunitensi non è in grado di sostituirsi al meccanismo precedente, gestito dalle agenzie dell’Onu e con 400 punti di distribuzione.
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