Friedrich Merz dice di essere molto soddisfatto, «mi aspettavo che ci saremmo intesi bene, ed è successo proprio così». È singolare, o lo sarebbe stato fino a poco tempo fa, che un cancelliere tedesco si mostri sollevato per essere uscito indenne dalla Casa Bianca, un tempo luogo amico e oggi trasformato da The Donald nel suo set da reality preferito, dove sottoporre ospiti e politici a crudeli prove di perizia, fortuna e improvvisazione. Senonché Merz ha mostrato di possederle. E allora ci si chiede, qual è stato il suo segreto, il suo metodo nel domare Trump, e quanto sia copiabile. Forse una molto teutonica preparazione — Merz ha un eccellente team di politica estera, alcuni dei migliori allievi di Schäuble, che l’ha allenato alle situazioni che si potevano presentare nello Studio Ovale — e una naturale cordialità, di cui Olaf Scholz era sprovvisto. Ma soprattutto ha un modo di intendere la politica senza troppi distinguo, guidato a detta di chi lo conosce bene da un sentimento di pancia, che è il suo compasso (sebbene gli abbia pro-curato anche cantonate).