Toni cordiali e distesi all'incontro nello Studio Ovale tra il presidente americano Donald Trump e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Una parte del mio mandato è avere un grande rapporto con il vostro Paese", ha detto Trump rivolto a Merz, che ha definito "un grande uomo, molto rispettato".

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dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni

Merz ha apertamente pressato Trump a intervenire su Putin per arrivare alla pace in Ucraina, per avere un ruolo chiave che ricordi quanto l’America aveva fatto in Europa nella Seconda guerra mondiale: "Vogliamo che la guerra in Ucraina finisca. Parleremo con il presidente su come possiamo contribuire a questo obiettivo. Stiamo tutti cercando misure e strumenti per porre fine a questa terribile guerra. L'America è in una posizione molto forte per fare qualcosa contro questa guerra e porvi fine. Quindi parliamo di cosa possiamo fare insieme e siamo pronti a fare tutto il possibile".

Il D-Day "non fu un giorno piacevole per voi", ha osservato con una battuta Trump, e Merz ha replicato che con il D-Day ebbe inizio "la liberazione del mio Paese dal nazismo". Entrando nel merito, il presidente americano ha rivendicato poi di aver fatto chiudere lui il Nord Stream, il gasdotto caro ai russi, ha detto di non essere “amico” di Putin, ma è sembrato giustificare il capo del Cremlino, che "è stato colpito duro e risponderà colpendo duro, non sta giocando", anche se gli ha chiesto di non rispondere ed è pronto a imporgli nuove sanzioni “in qualunque momento”. Il tycoon pensa che Ucraina e Russia non firmeranno un accordo di pace, e sono per lui come due bambini che si odiano e “si picchiano come pazzi, lasciamoli lottare per un po’”.