VITTORIO VENETO - I compagni di squadra del Colliwood, gli amici motociclisti, quelli di tanti raduni. Sulla collina su cui sorge la chiesa di San Martino, una folla commossa intorno al feretro di Matteo Tomasi, morto a 25 anni, in sella alla sua amata moto, nello schianto contro un'auto a San Giacomo di Veglia. Un intero paese attonito, stretto intorno a mamma Laura e papà Ivan, per ricordare "Teo", o "Toma", i soprannomi con cui gli amici di sempre chiamavano Matteo, morto quando si stava ormai per laureare.
La bara di legno chiaro, rose bianche e rosse sul feretro, un dolore che paralizza, come testimonia l'emozione degli stessi celebranti: «Matteo era sempre disponibile, intraprendente, pieno di passioni e di progetti. Ma tutto si è sospeso all'improvviso. Ci coglie come un brivido lungo la schiena nel dire che Matteo è morto». Le parole non bastano, ha detto il parroco, non sono sufficienti ad alleviare lo strazio di chi amava Matteo. Resta una parola, dettata dalla fede: «Speranza, da riporre in Gesù». L'invocazione della speranza per i genitori, i familiari, che in paese tutti conoscono per la loro attività, il supermercato di via Vittorio Veneto. Affinché trovino le forze per andare avanti. Speranza messa a dura prova. Il dolore dei compagni del Colliwood nella lettera letta in chiesa: «Sei stato e sarai sempre il nostro portierone Toma. Quest'anno è stato pieno di gioia e soddisfazioni come l'ultimo rigore da te parato. Eravamo pronti a festeggiarlo insieme, ma purtroppo non sarà possibile. Tuttavia cercheremo di farlo per te, per mantenere vivo il ricordo della persona che sei e sarai sempre nei nostri cuori». La maglia gialla numero 1 sul feretro, firmata da tutti. E poi la preghiera del motociclista: «Grazie Signore per l'amore con cui hai accolto quelli che non sono ritornati». Una lunga fila di moto ha infine accompagnato il feretro al cimitero: quel rombo di motori che Matteo amava ha fatto da sottofondo all'ultimo viaggio, al doloroso addio di mamma e papà e dei tanti che lo hanno amato nella sua vita troppo breve, ma vissuta con passione e generosità.






