Resilienza e differenziazione sono le parole d’ordine per l’industria mangimistica italiana. Il 2024 infatti ha fatto registrare una sostanziale tenuta anche nei settori più “critici” come quelli delle filiere dei polli e dei suini minacciate da influenza aviaria e peste suina africana e importanti passi avanti sul fronte della diversificazione con progressi nelle filiere degli ovini e dell’acquacoltura e – soprattutto – nel pet food.

Sono i positivi risultati resi noti nei giorni scorsi da Assalzoo (l’associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici) che ha archiviato un anno positivo con una crescita della produzione complessiva dello 0,7%. Un progresso che equivale a oltre 100mila tonnellate di mangimi prodotte in più rispetto al 2024.

“Un 2024 solido – ha commentato il neo presidente di Assalzoo, Massimo Zanin - che conferma una traiettoria di crescita del settore, resiliente nei momenti di difficoltà e capace di spingere sull’acceleratore della crescita quando ci sono i presupposti giusti. I numeri del settore avicolo e suinicolo dimostrano una buona tenuta, nonostante le difficoltà sanitarie che hanno dovuto affrontare nel corso del 2024. Va nella giusta direzione la seppur piccola espansione del settore bovino, che viene da alcuni anni difficili. E le conferme di settori come gli ovini e l’acquacoltura, per non parlare del pet food, evidenziano come il settore mangimistico sia in grado di coprire l’intero spettro dell’alimentazione animale al meglio. Sebbene le condizioni sfidanti non manchino, la direzione che la nostra industria ha intrapreso è quella giusta”.