Egregio direttore, meno male che il decreto sicurezza non era stato ancora approvato definitivamente, altrimenti non so come sarebbe finita con la manifestazione inscenata l'altro giorno dalle "lavoratrici" che hanno occupato per un certo periodo la scalinata dei Tolentini e come riporta il "Il Gazzettino" hanno sciorinato alcuni testi sacri nella loro versione. Leggo che erano circa un centinaio che protestavano con tanto di ombrello rosso, reclamando un qualcosa. A decreto attuativo cosa sarebbe successo? Ipotizzo tutte in carcere per occupazione di suolo pubblico e luogo sacro sempre che in carcere vi sia posto? Grato di un suo pensiero.
Giuliano R.
Caro lettore, non so dove lei abbia letto che, nell'ambito delle nuove norme introdotte dal cosiddetto "decreto sicurezza", possa essere previsto il carcere per una manifestazione come quella di domenica delle lavoratrici del sesso. Non può averlo letto, perché non c'è proprio nulla del genere nel provvedimento approvato mercoledì dal Senato. Provi a rileggerlo a mente serena e senza farsi fuorviare da slogan o pregiudizi: vedrà che le cose stanno esattamente così.
In quel decreto ci sono molte cose, alcuni condivisibili e altre meno, ma non c'è nessuna limitazione alla manifestazione (pacifica e non violenta) del dissenso. A meno che lei ritenga legittima l'interruzione di strade o reti ferroviarie o l'assalto a cantieri per bloccare la costruzione di opere pubbliche. Ma il diritto a sfilare o a esprimere il proprio dissenso anche in modo radicale non va confuso con la guerriglia urbana.










