Il divorzio tra l’Inter e Simone Inzaghi appartiene alla categoria delle notizie così grandi e succulente da essere in grado di farne germogliare di ulteriori. Vere, false, presunte? La più gustosa dice che, prima della finale contro il Paris Saint-Germain, l’allenatore avrebbe proposto ad Alessandro Bastoni e Nicolò Barella, due perni della squadra nerazzurra, di seguirlo in Arabia Saudita. Lo scrive il Corriere della Sera.

È una di quelle ricostruzioni che sembrano fatte apposta, qualche malizioso potrebbe anche insinuare suggerite, per gettare la croce su chi se ne va e fornire un buon alibi a chi resta. Se fosse vera infatti, Simone ci farebbe una brutta figura e si potrebbero facilmente addossargli le responsabilità della disfatta a Monaco di Baviera. In onestà, la cosa ci appare troppo clamorosa per bercela proprio tutta. Si sa che Inzaghi aveva da qualche tempo contatti vivi con gli arabi; è possibile che i dirigenti dell’Al-Hilal si siano informati presso di lui su quali giocatori gradisse e non si può escludere che, autonomamente, abbiano sondato qualcuno. Ma Inzaghi che fa campagna acquisti contro l’Inter prima della finale non è credibile. Non lo è per la storia dell’uomo e non lo è perché nel calcio queste cose non si dimenticano e si pagano a vita.