Deciso prima della finale di Champions League tra Inter e Psg a Monaco di Baviera, ma formalizzato solo dopo con la firma sul ricchissimo contratto da quasi 30 milioni netti all’anno per due stagioni. È questa la tempistica dell’accordo tra Simone Inzaghi e l’Al-Hilal, secondo il racconto dell’amministratore delegato del club saudita, Esteve Calzada.

Gaffe nel video di presentazione di Simone Inzaghi all'Al-Hilal: in sottofondo un gol del fratello

«Può sembrare che sia stato qualcosa che è successo molto velocemente. Ma in realtà è stato il risultato di un duro lavoro. Inzaghi doveva affrontare una partita di enorme importanza e ci ha chiesto di mettere le cose da parte fino a dopo la finale. Era deciso, ma non è stato firmato niente prima della finale, per rispetto nei confronti di Inzaghi che ci ha chiesto di aspettare. È stato tutto certamente corretto a sufficienza», ha spiegato Calzada, intervistato dalla BBC negli Stati Uniti, alla vigilia dell'esordio dell’Al-Hilal nel Mondiale per club, in programma domani sera a Miami contro il Real Madrid, che sarà anche il debutto di Inzaghi sulla nuova panchina.

Così Calzada ha ricostruito i giorni che hanno portato alla separazione tra Inzaghi e l’Inter, in coincidenza con il naufragio contro il Psg all’Allianz Arena. L’allenatore piacentino ha incontrato i vertici dell’Inter martedì, tre giorni dopo la pesante sconfitta col Psg in Germania, comunicando la sua volontà di lasciare la guida nerazzurra. All’indomani è volato a Parigi per firmare con l’Al-Hilal.