Ottocento lire imperiali: questo il compenso pattuito nel 1483 da Leonardo da Vinci e dai fratelli Evangelista e Giovanni Ambrogio de Predis con il priore della chiesa di San Francesco Grande di Milano (demolita nel 1806 per dare spazio alla caserma dietro a Sant’Ambrogio), per la realizzazione della Vergine delle Rocce. Lo si legge nel contratto originale, uno dei pezzi più preziosi dell’Archivio di Stato di Milano. Il priore aveva dato minuziose istruzioni: sui colori («il mantello di Nostra Signora nella tavola di mezzo sia realizzato in broccato d’oro color azzurro oltremare»), i materiali e le tecniche da utilizzare per ogni elemento. Leonardo e i colleghi artisti non le rispettarono. E il priore si rifiutò di pagare. Ma Leonardo proseguì sulla sua strada e realizzò due versioni di quest’opera meravigliosa. Sono conservate una al Louvre di Parigi e l’altra alla National Gallery di Londra.
Vergine delle Rocce di Leonardo, la «versione originale» dei liceali di Brera: ecco i personaggi omessi dal genio
La ricostruzione con i personaggi che Leonardo non aveva inserito nel capolavoro nonostante la richiesta della committenza. Gli studenti hanno studiato il contratto stipulato dall’artista con la committenza









