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3 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 10:53
La vittoria alata nella Basilica di San Lorenzo in Lucina potrebbe presto cambiare volto, o meglio, tornare quello di una volta. La Soprintendenza speciale di Roma, guidata da Daniela Porro, ha avviato un’indagine interna per verificare se il recente restauro abbia alterato i connotati dell’originale del 2000, rendendolo simile alla premier Giorgia Meloni. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha chiesto chiarezza: se i documenti d’archivio confermeranno la modifica non autorizzata, la versione “politica” verrà rimossa per ripristinare l’iconografia originale. “La Soprintendenza – hanno fatto sapere dal Ministero – ha attivato le ricerche di archivio per individuare la documentazione, fotografica o disegni di progetti, del dipinto originale della cappella del Crocifisso a San Lorenzo in Lucina realizzato nel 2000. La ricerca è funzionale a un raffronto con l’attuale decorazione frutto del ripristino avvenuto nel 2025″. Mentre il Vicariato prende le distanze parlando di un’iniziativa arbitraria del restauratore, si attende il responso degli archivi per chiudere un caso che ha già scatenato polemiche e ironia social. Secondo quanto riporta Repubblica, ad avanzare la richiesta del ripristino è stata la Santa Sede, tramite monsignor Daniele Micheletti. Il Vaticano, tra l’altro, ha sottolineato “che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica”.











