Mentre Sueli decide di gettarsi dalla finestra del quarto piano pur di scampare alla trappola di fuoco in cui s’è trasformata in un attimo casa sua, imprigionata com’è da quella porta chiusa a chiave dall’esterno dal compagno, lui, Michael, si sta prendendo una birra al bancone del Caffé degli Artisti, a neanche cinquecento metri. E si ferma a sorseggiarla poco distante. Neanche il caos di sirene delle ambulanze e dei mezzi dei vigili del fuoco che si scatena nell’arco di pochi minuti lo smuove dal suo drink. Tanto che mezz’ora dopo i poliziotti lo trovano ancora in giro, sempre nelle vicinanze di quel palazzo in cui il calore estremo ha fatto scoppiare i vetri delle finestre e le fiamme che si sono alzate per metri hanno distrutto tutto quanto. Un rogo che i pompieri s’affannano a lungo a spegnere. E che alla fine, esausti, descrivono come qualcosa di talmente devastante da stupire anche i più esperti.