VENETO - È da più di vent’anni che ce l’ha in testa. Per dire: quando ha saputo che il legno degli alberi usati dai primi immigrati veneti per costruire i villaggi sarebbe stato col tempo tutelato, ha fatto incetta di assi. Poi ha messo da parte i vecchi mattoni. Perché tutto doveva essere come alla fine dell’800, quando mezzo milione di veneti andarono a cercare fortuna dall’altra parte dell’Atlantico, arrivarono in Brasile, soprattutto a San Paolo e nel Rio Grande do Sul e iniziarono una nuova vita. Quei primi villaggi - con la cappella, le casette, la piazza, la segheria, il mulino, ma anche la sala della comunità che fungeva da scuola per i più piccoli - oggi rivivono ad Ana Rech, Caxias do Sul. È qui che - in 25 ettari e con un investimento di 9 milioni - Edson Tomiello ha creato ‘Villa dei Troni’, un parco tematico storico-culturale dell’emigrazione veneta. Ci ha messo 5 anni, il taglio del nastro è in calendario il 12 ottobre, ma ieri l’ha presentato in anteprima a Palazzo Ferro Fini a Venezia.

Tomiello ha origini vicentine. Il suo nonno lasciò Santorso nel 1891 per trovare fortuna in Brasile. Il nipote oggi è un importante imprenditore nel settore dei trasporti, in particolare con la Marcopolo S.A., la principale azienda brasiliana produttrice di carrozzerie di autobus. Ma il sogno di Tomiello era “Villa dei Troni”.