VENEZIA - Milano e Roma contano 150 richieste ciascuna. Brescia, che è il secondo tribunale d’Italia in questa classifica estremamente specifica, tocca quota 400. Venezia, sul primo scalino del podio, neppure vede gli inseguitori: solo nei primi quattro mesi dell’anno gli uffici giudiziari lagunari hanno già ricevuto più di 2.100 moduli - oltre cinque volte quelli arrivati in Lombardia. Le domande di riconoscimento della cittadinanza per i discendenti degli emigrati italiani in Brasile sono una marea che non sembra destinata ad arretrare neppure dopo le recenti modifiche di legge, un’ondata che però si conferma estremamente mirata e che travolge soprattutto il Veneto - tutto il Veneto, espresso però nella sede distrettuale del capoluogo regionale, che riunisce i casi di ogni provincia, da Belluno a Verona.
Il problema è ovviamente figlio della storia, quella a cavallo tra 1800 e 1900, quando a decine di migliaia partirono dal Nordest per tentare la fortuna in Sudamerica, ma oggi diventa anche questione di strettissima attualità: tra poco più di un mese, infatti, suona la sveglia di Bruxelles sugli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e questa immensa mole di carte da verificare, valutare, approvare o rifiutare rischia di trovarsi di traverso sulla strada del risultato veneziano; tanto più che, dal 2025, stanno aumentando a ritmo sostenuto anche le richieste di protezione internazionale, ulteriore impennata di impegni per il settore Immigrazione.






