Sono 138 le richieste di rinvio a giudizio formulate dal pm di Bologna, Marco Forte, nell'ambito di una inchiesta che secondo gli inquirenti ha fatto emergere una organizzazione a delinquere che predisponeva contratti di lavoro fittizi e documentazione fiscale per consentire a cittadini extracomunitari, privi dei requisiti di lavoro previsti per legge, di ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno.
Un sistema illecito che avrebbe favorito almeno 854 cittadini stranieri (molte posizioni sono andate prescritte), in un periodo che va dal 2013 al 2018.
I reati contestati a vario titolo, oltre all'associazione a delinquere che riguarda 8 persone, sono quelli di truffa, truffa aggravata e violazione del testo unico sull'immigrazione.
Nel 2020 il Gip Domenico Panza respinse la richiesta di custodia cautelare per 12 indagati per mancanza di esigenze cautelari.
I due promotori del sodalizio criminale, per la Procura, sarebbero i titolari di uno studio di consulenza con sede a San Pietro in Casale (Bologna), che con l'aiuto di intermediari e datori di lavoro fittizi avrebbero consentito a cittadini extracomunitari di regolarizzare la loro presenza in Italia, traendo in inganno Questure, Prefetture, Inps ed Erario.







