Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
23 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 15:36
Della vasta galassia dei precari di Stato fanno parte anche loro: oltre mille addetti al rilascio dei permessi di soggiorno, in servizio da quattro anni presso gli uffici immigrazione di questure e prefetture con contratti interinali rinnovati a volte di mese in mese. Ora rischiano addirittura di finire a casa per un clamoroso cortocircuito: il ministero dell’Interno ha prorogato per sei mesi i contratti di somministrazione, ma le stesse agenzie – Randstad e Adecco – hanno fatto ricorso al Tar. Formalmente si sono attaccate a una questione molto tecnica, ma chi segue il dossier assicura che il problema sostanziale delle due agenzie interinali è un altro: ritengono che il ministero non riconosca adeguatamente il costo del lavoro sostenuto per questi addetti, quindi vorrebbero un adeguamento.
Il Tribunale amministrativo del Lazio dovrebbe decidere domani, 24 giugno, ma oggi i lavoratori stanno manifestando sotto le sedi Adecco di Milano e Napoli con Nidil, Felsa e UilTemp, sindacati che rappresentano i lavoratori “atipici” per Cgil, Cisl e Uil. La vicenda è una sorta di teatro dell’assurdo. Il servizio di rilascio dei permessi di soggiorno è essenziale da parte del ministero; eppure, anziché bandire concorsi per assumere personale dedicato a tempo indeterminato, da noi si ricorre a lavoratori somministrati. Il primo contratto di somministrazione risale alla primavera del 2021 e allora se lo aggiudicarono Manpower e GiGroup. La prima fase è durata 21 mesi per i somministrati presso le prefetture e 20 mesi per quelli impiegati nelle questure; a volte le proroghe erano di appena un mese e mezzo. Poi c’è stato uno stop di 14 mesi durante i quali questi lavoratori si sono potuti aggrappare solo all’assegno di disoccupazione, la Naspi.






