Mentre cerca limitare i danni degli assalti di Elon Musk, il best buddy diventato toro scatenato che gli imputa di somministrare agli americani un bilancio da bancarotta, Donald Trump finisce sotto accusa anche per sospetti da «grande fratello» orwelliano: l’uso dell’enorme volume di dati sui cittadini in possesso o reperibili dal governo (fiscali, previdenziali, sanitari, scolastici, ma anche creditizi) per costruire profili di ogni individuo. A marzo Trump ha emesso un poco notato ordine esecutivi presidenziale: ha chiesto a tutte le amministrazioni di far confluire i dati in loro possesso in un unico calderone da affidare all’analisi degli specialisti informatici di Palantir, la società di Peter Thiel, compagno di strada di Musk. Questa impresa analizza e classifica dati segretissimi per conto del Pentagono e dei servizi di intelligence di mezzo mondo. La Casa Bianca non ha mai parlato di questo limitandosi a dire che l’ordine impartito da Trump a ministeri e agenzie punta a migliorare le procedure amministrative. Gli esperti considerano, invece, pericolosissima questa concentrazione di informazioni: possibili abusi per creare sistemi di sorveglianza dei cittadini in stile cinese, magari da utilizzare contro gli avversari politici. E si rischia anche una diffusa perdita di fiducia: molti, sospettando il peggio, potrebbero smettere di fornire i loro dati personali (o fornirli alterati).
Trump e il fantasma del grande fratello
A marzo Trump ha emesso un poco notato ordine esecutivi presidenziale: ha chiesto a tutte le amministrazioni di far confluire i dati in loro possesso in un unico calderone da affidare all’analisi degli specialisti informatici di Palantir, la società di Peter Thiel, compagno di strada di Musk.













