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6 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 11:29

La “bomba”, “la più grande”, è stata sganciata da Elon Musk dopo l’inequivocabile e drastica rottura con Donald Trump, avanzata sulle rispettive piattaforme social – X e Truth – dove sono volati insulti e accuse. Quello che il leader di Tesla sostiene è che il presidente americano sia nei file di Jeffrey Epstein, il finanziere newyorkese arrestato nel luglio 2019 per traffico sessuale di minorenni e morto suicida in cella un mese dopo. “Questo – dice – è il vero motivo per cui non sono stati resi pubblici“. Ragione per cui chiede l’impeachment. La Casa Bianca tace e non commenta, mentre i democratici della Camera dei rappresentanti Usa chiedono al dipartimento di Giustizia e all’Fbi se quanto sostiene Musk sia vero.

Quello che insinua l’ex responsabile del Doge è che il dipartimento guidato dalla fedelissima del presidente Pam Bondi avrebbe insabbiato le parti compromettenti degli Epstein files – diffusi con parti oscurate a febbraio. Il tycoon compariva nell’agenda di Epstein, quindi tra i suoi numeri di telefono, ma al momento non c’è traccia del suo nome né nella lista clienti – che non è stata resa pubblica-, né sul registro di volo del Lolita Express in direzione delle Isole Vergini, dove portava decine di vip e personalità mettendo loro a disposizione delle prostitute, anche minorenni. Trump prima del 2019 aveva scherzato sulla sua amicizia con Epstein, sottolineando che li accomunava la passione per “le belle donne, anche giovani”. Dopo l’arresto del finanziere, però, è calato il silenzio sul loro rapporto.