PALERMO - Stupisce anche tanti pezzi di antimafia militante la liberazione di Giovanni Brusca. Compresi tanti familiari di vittime innocenti, di vedove rimaste con figli orfani come Rosaria Schifani, la moglie di uno dei tre agenti di scorta caduti a Capaci con Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Una sensazione di rabbia che accomuna vari fronti interni al mondo di martiri e perseguitati da Cosa Nostra. A soffrire è pure un mafioso ufficialmente pentito come Brusca, Santino Di Matteo, il papà del piccolo Giuseppe. Il bambino rapito al maneggio, incatenato come un cane a 13 anni per 779 giorni di prigionia. Poi soppresso per ordine del defunto Salvatore Riina e di questo boss adesso in libertà, non a caso soprannominato «u verru», il maiale.
Giovanni Brusca torna libero, le parole del papà del piccolo Di Matteo: «Spero di non incontrarlo mai»
Una sensazione di rabbia che accomuna vari fronti interni al mondo di martiri e perseguitati da Cosa Nostra. A soffrire è pure un mafioso ufficialmente pentito come Brusca, Santino Di Matteo, il papà del piccolo Giuseppe












