La stabilità politica aiuta il mercato italiano, mentre negli Usa ha senso approfittare ancora delle buone valutazioni dei tecnologici. Lo spiega Luca Bonifazi, branch manager di Valori Am.
Quali sono i fattori da tenere in maggior considerazione oggi per interpretare i movimenti dei listini? Non ci sono solo i dazi.
Viviamo una fase molto volatile, in cui alle consuete variabili macroeconomiche, decisioni delle Banche Centrali e rischi geopolitici si è aggiunta l’incertezza legata all’approccio Usa, che modifica rapidamente comunicazione e decisioni interne ed estere. Dopo il “Liberation Day”, il mercato ha assorbito parte dell’aleatorietà dei messaggi di Trump, anche se restano giornate di forti correzioni, spesso accompagnate da rialzi nei rendimenti dei Titoli di Stato Usa e indebolimento del dollaro, tradizionale bene rifugio in fasi di risk off. Oltre ai dazi, concentriamo l’attenzione sulla politica fiscale Usa: l’allentamento preannunciato, se non rilancerà la crescita, rischia di aggravare un deficit già elevato, aumentando la pressione sui Treasury, vicini a soglie psicologiche (4,50% il decennale, 5% il trentennale).
Pensa che la politica delle banche centrali in Europa e in Usa possa cambiare direzione?








