In uno scenario economico europeo che finalmente vede l’inflazione tornare dopo oltre due anni vicino al target della Bce del 2%, gli investitori guardano con attenzione ai fondamentali delle società quotate.
Al centro della loro analisi ci sono inevitabilmente quelle capaci non solo di garantire dividendi elevati, ma anche di presentare prospettive di crescita e profitti superiori a quelle del Pil italiano, stimato dagli istituti economici intorno all’1% per il 2025. Una combinazione virtuosa e rara, che diventa ancora più significativa considerando l’attuale fase geopolitica complessa, caratterizzata dai timori per una possibile recessione egli Stati Uniti e Europa.
Nel paniere delle blue chip italiane spiccano Saipem, con profitti in aumento di oltre il 40%, grazie anche a una facile comparazione con l’anno precedente, Unipol (+17,6%) e Generali (+13,5%), tutte con cedole superiori al 4%. Più rare le banche, «penalizzate» dalle prospettive di calo degli utili per la riduzione dei tassi da parte della Bce che potrebbe non essere ancora finita.







