Lunedì 23 giugno sarà un’altra giornata chiave per Piazza Affari. È il secondo grande “dividend day” dell’anno dopo quello record del 19 maggio, quando ben 21 società del Ftse Mib hanno staccato la cedola per un valore aggregato di 15 miliardi, causando un effetto tecnico sull’indice che ha aperto la seduta con un calo meccanico dell’1,7%. Domani toccherà ad altre 18 società, di cui sette del listino principale e fra queste Terna, Snam, Leonardo e Poste Italiane, con un impatto sul paniere delle blue chip stimato tra lo 0,5% e lo 0,8%.
Piazza Affari regina di Borsa (con le maxi cedole)
Da inizio anno il Ftse Mib guadagna il 14%, sostenuto da utili e risiko bancario, dietro solamente al Dax tedesco dei record (+16%). Il listino tedesco incorpora anche l’impatto dei dividendi: con lo stesso parametro Milano svetta (+17,72%) ed è maglia rosa in Europa







