Un numero citato nelle interessanti Considerazioni Finali sul 2024 del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ci ha particolarmente colpito, benché sia passato perlopiù inosservato. Panetta, a pagina 17 della sua Relazione, a proposito dell’economia italiana, ha ricordato che negli ultimi cinque anni, cioè dal 2020 al 2024, «nonostante le crisi pandemica ed energetica, il Paese ha mostrato segni di una ritrovata vitalità economica. La crescita ha superato quella dell’area dell’euro. Il Pil è aumentato di circa il 6 per cento, trainato da un incremento di quasi il 10 nel settore privato». È proprio quest’ultimo «quasi 10%» su cui vorremmo attirare qui l’attenzione, perché non è un numero affatto banale.
Innanzitutto, però, che cosa si intende per settore privato? Lo spiega la nota 28 della Relazione del Governatore: «il dato si riferisce alla crescita del valore aggiunto delle imprese nel settore privato non agricolo, non finanziario, al netto dei servizi immobiliari». Cioè qualcosa che equivale al 75% circa del valore aggiunto totale dell’economia italiana escluso il settore pubblico. Perché il numero citato da Panetta è importante? La ragione è semplice: provate a trovarne un altro simile nell’Eurozona, facendo qualche confronto. Noi abbiamo provato a farlo ma non si trova nulla di lontanamente paragonabile. Quel «quasi 10%» dimostra che la crescita economica recente dell’Italia nell’economia privata è stata di gran lunga la più forte nell’Eurozona, perfino di quella della tanto lodata Spagna.







