La casa automobilistica cinese BYD ha scosso il mondo dell’automobile con un annuncio audace: la sua nuova berlina elettrica Han L potrebbe aggiungere fino a 400 km di autonomia con appena cinque minuti di ricarica. Una promessa che, se mantenuta, avvicinerebbe i veicoli elettrici (EV) alla velocità di rifornimento delle auto a benzina, segnando una svolta nel settore. Tuttavia, l’azienda è stata avara di dettagli, spingendo gli esperti a scavare a fondo per capire come BYD abbia raggiunto un risultato tanto impressionante. Ecco cosa abbiamo scoperto.

La chiave: una batteria all’avanguardia

Il cuore della Han L è il suo pacco batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) da 83,2 kWh, che opera a un’architettura elettrica di 945 volt (arrotondata a 1.000 volt nei materiali promozionali). Le batterie LFP sono note per la loro stabilità e sicurezza, con un rischio di incendio significativamente inferiore rispetto alle batterie al nichel-manganese-cobalto (NMC). Inoltre, grazie alle loro proprietà elettrochimiche, consentono una ricarica più rapida. BYD, che lavora con questa tecnologia da anni, sembra aver perfezionato la sua architettura Blade 2.0, che debutterà proprio sulla Han L. Questa esperienza ha permesso agli ingegneri di spingere al massimo le capacità della batteria e del sistema elettrico.