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4 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 18:57

Come nulla fosse successo, Enrico Pazzali torna alla guida di Fondazione Fiera Milano. Il manager si era auto-sospeso nello scorso ottobre, indagato per associazione a delinquere nello scandalo Equalize: secondo l’accusa – i pm avevano chiesto i domiciliari, negati dal gip – Pazzali faceva parte di un sistema di dossieraggi messo in piedi anche grazie ad accessi illeciti a banche dati online riservate. L’inchiesta ha portato in carcere l’ex superpoliziotto Carmine Gallo, morto a marzo, e l’hacker Nunzio Samuele Calamucci. Pazzali, principale socio di Equalize, si è sempre detto all’oscuro dei presunti abusi e, invece di dimettersi dalla Fondazione Fiera, aveva preferito l’auto-sospensione. Fino a questa mattina.

La revoca della misura restituisce quindi al manager tutte le deleghe, nonostante su di lui penda ancora il giudizio del Riesame, dopo che i pm hanno fatto nuova richiesta per i domiciliari. Al di là degli aspetti giudiziari, la scelta di Pazzali si porta dietro conseguenze politiche. Il suo mandato scadrà il 30 giugno e l’avvicinarsi della data potrebbe essere uno degli elementi che ha convinto il presidente della Fondazione a tornare operativo, in maniera tale da seguire l’approvazione del bilancio. In ogni caso, resta ferma la copertura politica su cui Pazzali ha potuto contare in tutti questi mesi, sempre difeso dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e dalla destra tutta, nonostante nelle carte dell’inchiesta Equalize siano finite ricerche persino su Ignazio La Russa e Letizia Moratti. Insieme al Comune di Milano, la Regione ha potere di indicare i vertici della Fondazione e dunque avrebbe avuto la forza per chiedere un passo indietro definitivo a Pazzali, il quale invece è rimasto al suo posto congelando la poltrona in favore del vicepresidente vicario Davide Corritore.