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9 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 15:46
La fortuna sembra di nuovo sorridere a Enrico Pazzali, che, indagato per associazione a delinquere nella cricca dei presunti spioni di via Pattari e con una richiesta d’arresto pendente, si è permesso il lusso di tornare a presiedere la Fondazione Fiera con lauto stipendio annesso e indiretto avallo del governatore Attilio Fontana. Vento in poppa, dunque. Soprattutto ora che l’amministratore giudiziario di Equalize e di altre tre società travolte dalle indagine della Procura di Milano, nella sua relazione depositata al gip sembra avergli servito su un piatto d’argento la possibilità di portarsi a casa un milioncino e due puliti puliti. E che il rischio sia questo lo conferma il parere contrario alla relazione del pm Francesco De Tommasi.
Parere scritto che il pm porterà all’udienza del prossimo 16 giugno davanti al giudice Fabrizio Filice, anche perché negli atti d’indagine emerge chiara la posizione della Procura rispetto a una continuità aziendale tra Equalize e Mercury (stessa sede e stesso oggetto sociale), srl questa riconducibile all’hacker Samuele Sam Calamucci. Continuità che invece pare non esistere per l’amministratore giudiziario – nominato dallo stesso gip -, il quale prima di tutto usa due pesi e due misure rispetto al denaro di Equalize. Se da un lato, quello cospicuo, circa 1,4 milioni, presente sul conto di Equalize alla data degli arresti dello scorso ottobre appare pulito e utile per avviare una liquidazione volontaria, dall’altro i 48mila euro che Mercury deve ricevere da Equalize, per una consulenza ritenuta lecita, non si possono usare perché considerati provento del reato.








