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Dossier: il manager sospeso ha ripreso il posto per varare il bilancio
Cinque mesi solo per fissare l'udienza. Altri due mesi e mezzo già trascorsi, e la decisione del tribunale ancora non è stata depositata. L'inchiesta milanese su Equalize, la «fabbrica degli spioni» controllata dal presidente della Fiera di Milano, Enrico Pazzal (foto), si trova a fare i conti con i tempi lunghi del tribunale del Riesame, chiamato a decidere se mettere il principale indagato (finora a piede libero) agli arresti domiciliari e un po' di complici in carcere, come chiede la Procura della Repubblica. In questo buco nero si inserisce a sorpresa la mossa di Pazzali, che si era autosospeso dall'incarico dopo essere stato inquisito e perquisito, e che ieri decide di tornare in sella. Da oggi, il manager riprenderà il suo posto e il suo stipendio, in attesa degli sviluppi giudiziari: che lo vedono indagato di associazione a delinquere finalizzata all'accesso abusivo a sistemi informatici. Sotto la guida di Pazzali e del suo braccio destro Carmine Gallo, stroncato da un infarto il 9 marzo, Equalize saccheggiava banche dati pubbliche e private per realizzare dossier dai fini solo in parte noti.







