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Roma, 4 giu. (askanews) – Ventisette persone sono state uccise martedì 3 giugno nella Striscia di Gaza meridionale, quando i soldati israeliani hanno aperto il fuoco nei pressi di un centro di aiuti umanitari sostenuto dagli Stati Uniti nel territorio palestinese meridionale, ha dichiarato l’esercito, aggiungendo di aver aperto un’indagine.

I palestinesi erano in attesa di aiuti americani vicino alla rotonda nella zona di Al-Alam a Rafah, ha dichiarato all’AFP il portavoce della Protezione Civile Mahmoud Bassal, aggiungendo che “le forze di occupazione israeliane hanno aperto il fuoco (…) su migliaia di civili” che erano venuti a cercare aiuti umanitari. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha confermato il bilancio delle vittime.

L’esercito israeliano ha ora avvertito i residenti di Gaza dal viaggiare nelle aree che conducono ai centri di distribuzione degli aiuti allestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), perché considerate “zone di combattimento”.

È invece di almeno 18 morti l’ultimo bilancio delle vittime dell’attacco messo a segno mercoledì da un drone israeliano contro una scuola a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, secondo quanto ha riferito ad Al Jazeera una fonte medica dell’ospedale Nasser. L’agenzia di stampa palestinese Wafa ha riferito di donne e bambini tra le vittime dell’attacco che ha preso di mira una tenda di sfollati all’interno della scuola.