di
Silvia Ghilardi
La svolta epocale grazie a uno studio internazionale con Università degli Studi di Brescia e Asst Spedali Civili
Parte da Brescia una svolta epocale per la diagnosi precoce dell’Alzheimer. Un semplice esame del sangue — che potrebbe essere disponibile entro l’anno — porterà a capire se si è affetti dalla patologia. Il test manderà in pensione, si spera, esami costosi ed invasivi come la rachicentesi e la Pet. Una rivoluzione che va in direzione di una maggiore sostenibilità economica del sistema sanitario e di una maggiore equità di accesso alle cure. La nuova opportunità di diagnosi precoce arriva grazie ai marcatori plasmatici.
Quello formato da Università degli Studi di Brescia e Asst Spedali Civili è l’unico team italiano che ha partecipato ad uno studio internazionale in collaborazione con le università di Lund, Goteborg e Barcellona. Lo studio, pubblicato di recente sulla rivista Nature Medicine, ha coinvolto 1700 pazienti con sintomi cognitivi provenienti da cinque diversi centri europei e ha dimostrato che il marcatore p-tau217/amiloide nel plasma, misurato tramite un test completamente automatizzato, è in grado di identificare la presenza di patologia di Alzheimer con un’accuratezza molto elevata: oltre il 90 per cento nei contesti di cura specialistici e all’85 per cento in medicina generale.






