TORINO – Nel cantiere del Ddl sul femminicidio approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 19 marzo che – tra i tanti fronti aperti – vuole introdurre una fattispecie di reato autonoma, punita con l’ergastolo, è interessante il viaggio nella trincea della giustizia che combatte la violenza contro le donne in una delle principali procure d’Italia, quella di Torino dove il pool “Fasce Deboli” competente quindi su tutti i reati da “Codice Rosso” è guidata dal procuratore aggiunto Cesare Parodi, da alcuni mesi eletto anche alla guida dell’Associazione nazionale magistrati.

La trincea della procura di Torino, 4 casi di maltrattamenti al giorno Parodi, che in questo contesto non parla nella veste di portavoce della categoria, ma di “guida” di un pool di 11 pm, analizza dati e numeri che sono sovrapponibili a qualsiasi procura italiana di dimensioni medio grandi. E in attesa che stamattina, alle 9, si tenga la sua audizione in Senato sul punto, sintetizza così: «Questa (di Torino ndr) è la prima linea della giustizia, dove come ogni anno, anche quest’anno - da maggio 2024 a oggi - registriamo 1465 casi di maltrattamenti in famiglia, quindi 4 casi al giorno. I procedimenti per stalking sono stati 521 e le violenze sessuali (su maggiorenni e minorenni) sono quasi due ogni 24 ore». Pausa. Come si affronta quest’onda d’urto? «È durissima: non riusciamo a invertire una tendenza». Perché? «Il diritto penale può fare qualcosa e guardi che qui ce la mettiamo tutta, ma c’è un tema culturale, ci vuole un approccio che abbracci prospettive diverse, un investimento nel tempo che vada oltre il momento repressivo e di tutela delle vittime che spetta a noi».