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"Vado a votare e non ritiro la scheda. È una delle opzioni". Giorgia Meloni rompe così il silenzio in vista del referendum dell'8 e 9 giugno su lavoro e cittadinanza. Nel giorno in cui, come ricordato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel 1946 "il libero voto del popolo italiano per la Repubblica - con la partecipazione, per la prima volta, delle donne - coronò la lotta di Liberazione dal nazifascismo, e fu premessa della Costituzione", la premier fa sapere che si recherà al seggio ma non contribuirà al raggiungimento del quorum. Arrivando ai Fori Imperiali per la Rivista Militare in occasione della Festa della Repubblica, dopo aver reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all'Altare della Patria in piazza Venezia assieme al Capo dello Stato e alle più alte cariche istituzionali, la presidente del Consiglio dà un'indicazione precisa. L'opzione richiamata dalla premier in effetti è espressamente menzionata nelle 'Istruzioni per le operazioni degli uffici di sezione' redatte dal Ministero dell'Interno in vista della prossima consultazione. L'elettore che "rifiuta di ritirare tutte le schede - si legge nel documento - non può essere considerato come votante e non deve quindi essere conteggiato tra i votanti della sezione".