PADOVA - Delibere, ordinanze, progetti, cartoline e fotografie. Milioni di carte, dal Medioevo a oggi. Ma quanti documenti potranno esserci tra questi scaffali? L’addetto allarga le braccia e sorride: «Impossibile fare un calcolo preciso. Questo posto è come l’universo, non finisce mai...». Gli occhi dello stesso dipendente comunale si illuminano quando prende in mano il foglio più pregiato: l’atto notarile con cui il Comune nel 1881 acquistò la Cappella degli Scrovegni. Il costo: 54.921 lire. Oggi sarebbero 264mila euro e in centro non compreremmo nemmeno un appartamento. Inizia così il viaggio tra i segreti dell’Archivio generale di Padova, collocato in una palazzina di via Sarpi dove un tempo c’era l’azienda di pneumatici Ceat. Un tesoro custodito sotto il grande cappello del settore “Innovazione e transizione digitale”, perché oggi l’obiettivo è duplicare più documenti possibili. Valeria Pavone e Alessandro Businaro sono i responsabili della gestione documentale mentre Elena Ferraro è la referente della sala consultazione, aperta tutti i giorni su prenotazione. Sono loro, assieme all’assessore Antonio Bressa e al capo settore dell’Edilizia privata Federico Pugina, ad accompagnarci in questo percorso tra perle di ogni genere.