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L’azienda fondata a Dogliani dal secondo presidente della Repubblica (uno che amava dire di non perdersi una vendemmia) è oggi una realtà dinamica ma con un forte legame con il territorio, che viene rispettato attraverso pratiche consapevoli e sostenibili. Abbiamo assaggiato il Verduno Pelaverga Doc e il Barolo Docg Ludo. Ecco come sono
Non si perdeva mai una vendemmia Luigi Einaudi, nemmeno negli anni dell’immediato dopoguerra in cui fu governatore della Banca d’Italia, vicepresidente del consiglio, ministro, secondo presidente della Repubblica (il primo “definitivo” dopo il provvisorio Enrico De Nicola) e poi senatore a vita. Non si perdeva mai una vendemmia nelle sue adorate vigne delle Langhe che oggi producono circa 350mila bottiglie sotto il marchio dell’azienda che reca il suo nome, Poderi Luigi Einaudi, e che è condotta oggi da Matteo Sardagna, figlio di Paola, a sua volta, figlia di Roberto, secondogenito di Luigi. Quattro generazioni, oltre un secolo di legame con il territorio e con la vita culturale e imprenditoriale delle Langhe, e di eccellenti vini.







