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Cara Valeria, spero di non sbagliare a pretendere la sua risposta su questo tema ma dopo tanto riflettere mi sono detta che in fin dei conti, in questa rubrica si parla di rapporti tra persone e non necessariamente solo tra amanti o coniugi. Perciò anche se la mia vicenda le suonerà forse inusuale, spero deciderà di darmi un consiglio. Mi chiamo Beatrice, ho sessantasette anni, vivo a Milano e non ho mai lavorato (prima grazie a mio padre, poi grazie a mio marito). Non mi sono mai sentita a disagio per il fatto di essere una donna di casa. È un mestiere anche il mio e ritengo di svolgerlo davvero bene. Mio marito riceve spesso, anche per lavoro, abbiamo una casa «impegnativa», cene importanti, molte occasioni mondane e formali. Devo dire che ho anche parecchio aiuto del quale sono naturalmente grata. Carla è la nostra governante e non ricordo nemmeno più da quanti anni lavori da noi, da una vita direi. È la colonna portante della casa e della nostra famiglia. Ecco, perfino troppo. Ormai mi sento ospite in casa sua (che poi sarebbe la mia), sento il suo giudizio e la sua disapprovazione sulle scelte che prendo nella gestione domestica e non solo... Non ricordo quando tutto sia iniziato, piccole incrinature, impercettibili cambi di tono e di atmosfera tra noi. Non penso neppure a interrompere la nostra collaborazione (sarebbe come allontanare una parente) ma la situazione è davvero pesante e, mi conceda, anche un po’ paradossale. Cosa posso fare?