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Distinta Valeria Braghieri, oggigiorno cercar l’anima gemella è molto rapido, trovarla realmente, tutt’altro. L’uso di app di data matching rappresenta un progresso indubbio nel corteggiamento ma, meriterebbe stabilire una «modica quantità» nell’uso o abuso del buon senso. I fruitori si sentono inebriati dalla scelta infinita di candidati/e esposti su «scaffali mediatici». L’onestà reciproca lascia a desiderare, millantando professioni o sensibilità caratteriali opinabili, più realmente ridimensionabili. L’estetica e la fisicità propongono fotografie abilmente recuperate da periodi in cui le chiome maschili eran più folte e le curve femminili molto più pericolose. La sincerità rimane utopia, basti pensare al menage mediatico di troppi sposati che tentano l’ebbrezza camaleontica, rendendosi misteriosamente irreperibili nei week end. Viviamo in una società i cui sentimenti son soggetti ad interpretazioni variegate, difficilmente ci si impegna in relazioni durature, probabilmente sperando che basti tornare ad un «click» e si possa ripartire a finger proseliti e promesse, mentendo a se stessi e al partner di turno... che immancabilmente, una volta incontrato pare uno sconosciuto confrontando la foto.






