(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Tenaris +0,25%

in rialzo a Piazza Affari (FTSE MIB +0,26%

), nonostante l'annuncio sui dazi al 50% su acciaio e alluminio che scatteranno dal 4 giugno, beneficiando del rialzo del valore del greggio. Nei giorni scorsi il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato l’intenzione di raddoppiare i dazi su acciaio e alluminio al 50% a partire dal 4 giugno, scatenando reazioni critiche da parte dei partner commerciali, inclusa la Commissione Europea, che ha preannunciato contromisure. La mossa, legata alla volontà di proteggere l’industria americana, potrebbe ridurre significativamente le importazioni di acciaio negli Usa. Gli analisti hanno pareri discordanti sull'effetto che l'annuncio dei dazi avrà sul business di Tenaris. Mediobanca è negativa, temendo che un rialzo dei costi legati ai dazi peserà su Tenaris, mentre Equita è positiva ritenendo che i prezzi dei tubi in acciaio (OCTG) prodotti dalla società aumenteranno di misura negli States, riducendosi le importazioni dall'estero e soprattutto dalla Corea.

Nel dettaglio Mediobanca ha subito commentato che «nel breve termine, il recente aumento dei dazi sulle importazioni di acciaio potrebbe rappresentare un ostacolo per Tenaris», ricordando che la società, pur producendo negli States gran parte (circa l'85%) di quanto viene richiesto nell'area, è costretta a importare circa la metà delle barre d'acciaio necessarie per produrre i suoi prodotti finali OCTG (prodotti tubolari per il settore petrolifero). Mediobanca ricorda che Tenaris nel 2020 aveva acquistato IPSCO, che includeva anche un impianto siderurgico a Koppel, in Pennsylvania. «Questo impianto ha una capacità annua di 430.000 tonnellate di barre d'acciaio, che vengono successivamente utilizzate negli impianti di produzione senza saldatura dell'azienda a Bay City (Texas) e Ambridge (Pennsylvania), che insieme raggiungono una capacità produttiva totale di 1 milione di tonnellate all'anno». L'istituto di piazzetta Cuccia ha inoltre ricordato che in occasione della presentazione dei conti del primo trimestre 2025, i vertici di Tenaris avevano indicato che il nuovo regime tariffario statunitense, combinato con l'eliminazione delle quote di importazione, potrebbe comportare un impatto sui costi di circa 70 milioni di dollari al trimestre. «Dato il recente raddoppio dei dazi sull'acciaio, è ragionevole aspettarsi un impatto maggiore nel breve termine, mentre l'impatto a lungo termine sull'ebitda di Tenaris rimane difficile da quantificare», ha concluso Mediobanca, che così ha reiterato la raccomandazione di 'Neutral' con target di prezzo a 17 euro, anche evidenziando che i prezzi più contenuti del greggio si sono tradotti in una minore attività di perforazione, che a sua volta potrebbe frenare la domanda di OCTG. Ciò, per altro, potrebbe limitare l'entità dell'aumento dei prezzi interni agli States, di cui potrebbe beneficiare Tenaris, hanno sottolineato gli analisti di Mediobanca.