Avanti, ma senza fretta e senza strappi. La Toyota continua a sfruttare la partenza anticipata nell’elettrificazione che continua ad applicare su tutta la gamma chiudendo il cerchio con la prossima Aygo X che potrebbe essere la prima full-hybrid di un segmento A che, dopo il rischio desertificazione, si ripopolerà presto con le elettriche cinesi, di Renault e di Volkswagen.
Ha ragione chi rinuncia definitivamente ai pistoni o l’ha invece la casa che nel 1997 ha presentato la Prius e si appresta a completare il processo di ibridizzazione della propria gamma dopo quasi 30 anni? Una domanda difficile, la cui risposta è al centro della transizione dell’automotive Nel frattempo il tasso di elettrificazione si alza con la nuova RAV4 ibrida plug-in che ha il 30% di batteria in più ed è pronta a raccogliere la sfida dei super ibridi con almeno 100 km di autonomia e un caricatore di bordo da 50 kW.
La nuova RAV4 è anche la prima Toyota “software defined” con il sistema operativo proprietario Arene. Ora la sfida è trasformare le automobili “smart” in store di servizi semoventi e profittevoli. Seguendo la logica, la prossima ibrida ricaricabile e/o intelligente dovrebbe essere la Corolla, ma prima occorre decidere che cosa fare dello stabilimento britannico di Burnaston, inaugurato nel 1993 dall’allora Re Carlo come primo sito produttivo di Toyota nel Vecchio Continente e nel 2010 casa della prima ibrida costruita in Europa, l’Auris. Potrebbero essere anche la Yaris e la Yaris Cross che valgono un terzo delle vendite sui nostri mercati in vista di tutti i possibili scenari che si apriranno tra 3 anni, quando per i conti della CO2, momentaneamente messi da parte, si dovrà tirare una linea.







