Avanti, ma senza fretta e senza strappi. La Toyota guarda al futuro con ragionevole ottimismo confidando in una semplice verità: la partenza anticipata nell’elettrificazione e la sua progressiva applicazione a tutta la gamma permette oggi al costruttore di Nagoya di non fare mosse avventate sull’elettrico, di non fare ignominiose retromarce e di presentarsi al mercato con una gamma ampia e ampliata in modo coerente. L’ultimo atto è la Toyota Aygo X, prima full-hybrid di un segmento A che è sull’orlo della desertificazione e che sta per ripartire grazie all’arrivo delle elettriche da parte dei costruttori cinesi e di Renault e Volkswagen.

La domanda viene spontanea: hanno ragione gli altri a rinunciare definitivamente ai pistoni o l’ha invece la Toyota che, dopo il lancio della Prius nel 1997, si appresta a completare l’ibridizzazione di tutta la gamma dopo quasi 30 anni di paziente e incessante lavoro? Nel frattempo il suo tasso di elettrificazione è aumentato con l’ibrido plug-in. Il primo segnale è stato nel 2022 con la Prius di quinta generazione, commercializzata in Europa nella sola versione ricaricabile seguita dalla C-HR e da altri due modelli Lexus (NX e RX). Ora è la volta dalla nuova RAV4 che, per la seconda puntata della variante alla spina, prosegue nel segno della progressività con una batteria cresciuta del 30% in capacità, ma è pronta anche a rispondere alla sfida dei super ibridi con un’autonomia di almeno 100 km e un caricatore di bordo a corrente continua da 50 kW.