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Ultimo aggiornamento: 9:00 del 30 Settembre
Neutralità carbonica e libertà tecnologica. Gli imperativi di Toyota sul fronte della riduzione delle emissioni di CO2 non cambiano: in Europa la scadenza è il 2040, dieci anni prima che a livello globale. Tra le iniziative che il colosso nipponico – che ha appena inaugurato la sua Woven City a idrogeno – ha attuato nel Vecchio Continente c’è una prima conversione della sua flotta di veicoli industriali a gasolio con quelli fuel cell, a celle a combustibile.
Da maggio, presso il Toyota Parts Centre Europe di Diest, in Belgio, ne sono entrati in servizio quattro e un quinto è già “abilitato”. Quotidianamente vengono contabilizzati 200 movimenti di camion (indipendentemente dall’alimentazione) per lo smistamento di 500mila componenti, per un totale di 120 milioni l’anno.
L’idrogeno è una delle opzioni di Toyota, non solo per i sistemi a celle combustibile, ma anche come combustibile per i propulsori convenzionali, per il momento a gas, in futuro liquido. La prima soluzione è più efficiente della seconda (grossomodo 60 contro 45%, ma il dato sintetizzato così rischia di essere fuorviante), che però viene sperimentata nel motorsport, anche su un modello compattissimo come la Yaris e in futuro in una delle serie della 24h di Le Mans.






