La normativa sul trattamento sanitario obbligatorio (TSO) migliora a tutela dei diritti costituzionali dei cittadini, 47 anni dopo la legge 180. È questo il senso principale della sentenza numero 76 del 30 maggio 2025 della Corte costituzionale, con la quale viene sancita l’illegittimità dell’articolo 35 della legge 833 del 1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale. Una decisione storica afferma il diritto al contraddittorio e alla difesa in caso di Trattamento sanitario obbligatorio (Tso)

Cosa accade oggi

Oggi le condizioni per un Tso prevedono l’esistenza di alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, la mancata accettazione degli stessi “da parte dell’infermo”, e l’assenza di condizioni e circostanze per l’adozione di tempestive e idonee misure extraospedaliere. La proposta motivata di un medico viene sottoposta a convalida di un secondo medico appartenente al servizio sanitario nazionale, normalmente uno psichiatra. Quindi il sindaco adotta il provvedimento che dispone il Tso entro 48 ore dalla convalida motivata da parte dello specialista. Infine, il provvedimento sindacale deve essere notificato, entro 48 ore dal ricovero, al giudice tutelare che, entro le successive 48 ore, assunte le informazioni e disposti gli eventuali accertamenti, provvede con decreto motivato a convalidare o a non convalidare il TSO e ne dà comunicazione al sindaco.