lpolitico di estrema destra Geert Wilders ha ritirato il suo partito dalla coalizione quadripartitica di governo in Olanda, a causa di una disputa sulla politica migratoria. Wilders ha annunciato la sua decisione in un post su X, dopo una breve riunione dei leader dei 4 partiti tenutasi in Parlamento. Non è ancora chiaro quale saranno le conseguenze della decisione di Wilders per il governo del primo ministro Dick Schoof.

La crisi politica arriva a sole 3 settimane dal vertice dei leader della Nato, che si terrà all'Aia i prossimi 24 e 25 giugno. Prima della riunione di stamattina la leader del partito di destra Vvd (Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia), Dilan Yesilgöz, aveva dichiarato che il premier Shoof aveva esortato i responsabili dei partiti ad agire in modo responsabile. «Il primo ministro, che questa mattina ha fatto appello a noi, ha detto che stiamo affrontando enormi sfide internazionali, che c'è una guerra nel nostro continente e che potrebbe essere in arrivo una crisi economica», ha detto Yesilgöz ai giornalisti in parlamento.

Ma pochi minuti dopo, al termine della riunione, Wilders ha annunciato il ritiro dall'esecutivo: «Nessuna firma per i nostri piani sull'asilo. Nessuna modifica all'accordo quadro. Il Pvv lascia la coalizione», ha scritto su X. La settimana scorsa Wilders aveva chiesto al governo di sottoscrivere un piano in 10 punti volto a ridurre drasticamente l'immigrazione, che comprendeva l'uso dell'esercito per sorvegliare i confini terrestri e respingere tutti i richiedenti asilo. Aveva affermato che, se la politica sull'immigrazione non fosse stata inasprita, il suo partito sarebbe uscito dal governo. Ieri sera si era tenuta una riunione con i leader degli altri 3 partiti di coalizione e al termine Wilders aveva detto che ci avrebbe dormito su: «Ci incontreremo domani, ma non sembra andare bene», aveva dichiarato. «Sono scioccata», ha commentato Yesilgöz, definendo la decisione di Wilders «super irresponsabile».