Il Partito per la Libertà di Geert Wilders è destinato a perdere il primato tra gli elettori olandesi: secondo i primi exit-poll pubblicati alla chiusura delle urne, la formazione populista di estrema destra otterrebbe 25 seggi, ben dodici in meno rispetto alle politiche di due anni fa. I sondaggi post-voto registrano invece un clamoroso balzo in avanti dei social-liberali, che passerebbero da 9 a 27 voti e che guadagnerebbero così il primato e la possibilità di indicare il prossimo premier, che potrebbe essere il leader del partito Rob Jetten. Il condizionale è ovviamente d'obbligo perché gli exit-poll hanno un margine d'errore di tre seggi, il che potrebbe quindi ribaltare ancora la situazione. In ogni caso, per Wilders, le speranze di rimanere al governo sono pressoché nulle perché tutti i principali partiti si erano detti contrari a un'eventuale coalizione con la sua formazione politica. E questo ovviamente spiana la strada ai liberali di Jetten.
Per governare, però, servono almeno 76 seggi sui 150 totali della Camera Bassa e quindi nella prossima coalizione di governo potrebbero entrare anche i liberali di centrodestra (Vvd), vale a dire il partito dell'ex premier Mark Rutte, che contrariamente alle attese perderebbe un solo seggio, scendendo a quota 23. Perde cinque seggi, passando da 25 a a 20, ma si candida a entrare nella coalizione di governo anche la lista rosso-verde guidata dall'ex commissario europeo, Frans Timmermans, così come la formazione centrista Cda che invece ne guadagna ben quattordici, passando da soli 5 seggi a 19.










